Disturbo del linguaggio, ne soffre un bambino su 14. L’importanza della tempestività per la riabilitazione

Difficoltà emotive e disagio mentale, che possono comportare insuccessi scolastici e lavorativi. Il motivo è costituito dal DPL, ossia da un Disturbo Primario del Linguaggio, tuttavia capire precocemente le difficoltà, le cure appropriate insieme a formazione e informazione adatte a famiglie ed educatori possono servire a cambiare lo sviluppo di questo disagio. E’ quanto emerso oggi 18 ottobre nella Giornata mondiale per la Consapevolezza del Disturbo Primario del Linguaggio  nel  messaggio che la Federazione dei Logopedisti Italiani ha lanciato oggi a Roma . La giornata è stata  promossa in tutto il mondo dall’associazione RADLD (Raising Awarness of Developmental Language Disorder, www.radld.org). Alla presenza di specialisti e Istituzioni, è stato presentato un opuscolo informativo preparato dalla FLI insieme a CLASTA, l’Associazione a carattere scientifico che si occupa di sviluppo del linguaggio (www.clasta.org), che, con disegni e fumetti, racconta questo disturbo a grandi e piccoli. Inoltre, sono state create pagine dedicate sul sito della FLI (www.fli.it), dove sarà lanciata una campagna social con video e storie. “Il DPL è il disturbo del neurosviluppo più frequente in età prescolare che in Italia colpisce 1 bambino su 14 – spiega Anna Giulia De Cagno, logopedista e vicepresidente della FLI –. Si manifesta come incapacità di acquisire la lingua madre, in assenza di deficit cognitivi, sensoriali, affettivi e di importanti carenze socio-ambientali. Può presentarsi con diversi gradi di gravità: a volte riguarda solo la capacità di esprimersi (assente o limitata produzione verbale), ma nei casi più gravi e più difficili da trattare coinvolge anche la comprensione linguistica (assente o limitata comprensione verbale)”. I bambini con un DPL possono avere più frequentemente problemi anche nell’apprendimento, lo dicono statistiche ed esperienza clinica. “Sebbene le competenze linguistiche e comunicative di base si sviluppino in età prescolare, è evidente sempre di più come il linguaggio e la cognizione continuino a svilupparsi durante l’adolescenza e fino all’età adulta.” dichiara Francesca Mollo, logopedista e referente della Federazione Logopedisti Italiani (FLI) sui Disturbi Primari del Linguaggio –. E’ importante l’intervento precoce. “Favorire la capacità di insegnanti, pediatri e genitori di riconoscere i segnali di rischio, in modo da favorire una diagnosi tempestiva – afferma la dr.ssa Mollo logopedista e referente della Federazione Logopedisti Italiani (FLI) sui Disturbi Primari del Linguaggio –. Ricordiamo che la diagnosi può essere effettuata dai 4 anni d’età, ma fin da piccoli è possibile individuare segnali di rischio”.  Quindi è importante che, così come è avvenuto per i disturbi specifici dell’apprendimento e per l’autismo, anche il DPL diventi più noto.

Manuelita Lupo

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