È stato presentato nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Pavia, Health Innovation Space, il primo meta-museo dell’innovazione sanitaria promosso dalla Fondazione Mesit (Medicina Sociale e Innovazione Tecnologica) e realizzato in collaborazione con il network PreSa (Prevenzione e Salute) e GSNET Italia. Giunto alla quarta edizione, il progetto sceglie quest’anno una nuova destinazione (l’università) e inaugura la sua tappa pavese in un anno simbolico per l’Ateneo: il 2026 segna il centenario della morte di Camillo Golgi (1843-1926), primo italiano a ricevere il Premio Nobel per la Medicina, nel 1906, e figura legata per tutta la vita all’Università di Pavia, di cui fu studente, docente e rettore. Proprio nel segno di questo centenario, la città che ha dato i natali scientifici al primo Nobel italiano per la Medicina accoglie il primo meta-museo dedicato all’innovazione in sanità.

La presentazione si è tenuta nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Pavia alla presenza di numerosi studenti
“Sono molto lieto che Health Innovation Space sia stato presentato a Pavia – sottolinea Michele Lissia, sindaco di Pavia -, e in particolare nell’Università dove Camillo Golgi condusse i suoi studi, vincendo nel 1906 il primo Premio Nobel italiano per la Medicina: un segno di continuità tra la grande tradizione scientifica della nostra città e l’innovazione di oggi. È un meta-museo che mette in dialogo la regolamentazione degli avanzamenti della scienza e il desiderio di estendere a quante più persone possibile l’accesso alle cure, avvicinando i cittadini e soprattutto i più giovani alla cultura della prevenzione e della ricerca. Un bellissimo esperimento, che Pavia è orgogliosa di ospitare”.
Secondo Marco Trabucco Aurilio, presidente della Fondazione Mesit l’innovazione in sanità “deve essere accessibile a tutti, non solo nelle cure ma anche sul piano della comunicazione e della conoscenza: soltanto ciò che le persone comprendono possono davvero scegliere e far proprio. È la sfida che con Health Innovation Space raccogliamo ogni anno, avvicinando i cittadini e soprattutto i più giovani ai progressi della medicina e della ricerca e aiutandoli a coglierne il valore. Portarlo nelle università, a partire da Pavia, è un passo in più in questa direzione: trasformare l’innovazione in un’esperienza concreta e in una cultura condivisa della prevenzione”.

Marco Trabucco Aurilio, presidente della Fondazione Mesit
Per la nuova edizione di Health Innovation Space, l’Aula Magna e gli spazi dell’Università ospitano un percorso di esperienze interattive, pensate per far “vivere” l’innovazione sanitaria anziché soltanto raccontarla: postazioni olografiche (la Holo Experience) che, grazie a una tecnologia di visualizzazione 3D stereoscopica (display 4K ed eye-tracking), mostrano modelli anatomici tridimensionali con pieno senso della profondità, senza visori né occhiali 3D: tramite una penna elettronica (Stylus) è possibile ruotare, spostare e sezionare i modelli, manipolandoli direttamente con la mano; e inoltre visori per l’accesso diretto al metaverso e la visita del museo virtuale in modalità immersiva.
“Ospitare Health Innovation Space 2026 – spiega invece Alessandro Reali, rettore dell’Università degli Studi di Pavia – conferma l’impegno dell’Università di Pavia per un’innovazione tecnologica in medicina accessibile a tutti e affrontata in modo interdisciplinare — dalle scienze medico-biologiche all’etica, al diritto, all’ingegneria, fino alla sostenibilità economica del sistema sanitario. Non è casuale che l’inaugurazione cada nel pieno delle celebrazioni per il centenario della morte di Camillo Golgi, grande Maestro del nostro Ateneo e primo Nobel italiano per la Medicina: mi auguro che il meta-museo sia visitato non solo dai nostri studenti, ma anche dalla cittadinanza e dai più giovani, a partire dagli studenti delle scuole che sognano di intraprendere l’affascinante e rigoroso percorso della ricerca scientifica e della cura”.
Health Innovation Space ha mosso i primi passi nel 2023 a Napoli, nella Sala delle locomotive a vapore del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, con sculture in stampa 3D ad alta risoluzione e un accesso in realtà virtuale al meta-museo nel metaverso. Nel 2024 ha raggiunto la Curia Iulia del Parco Archeologico del Colosseo, arricchendosi di cubi espositivi con proiettori olografici; nel 2025, a Spazio Field (Palazzo Brancaccio, Roma), ha debuttato Healthy, l’assistente virtuale con intelligenza artificiale che risponde in tempo reale alle domande dei visitatori su salute e benessere. Edizione dopo edizione il progetto ha raccolto un’ampia risonanza mediatica e migliaia di visitatori tra cittadini, studenti e operatori.
Cuore del progetto è il museo virtuale, visitabile in modalità avatar come un vero e proprio museo su due piani, articolato in tre padiglioni tematici: la storia della ricerca oncologica (oltre tremila anni di scoperte, dall’antico Egitto alla terapia genica), la prevenzione e gli stili di vita (dalle vaccinazioni alle patologie croniche come l’obesità) e le malattie autoimmuni e rare, che in Italia riguardano circa due milioni di persone. Health Innovation Space accompagna ogni anno Health Innovation Show, il congresso scientifico della Fondazione Mesit (la cui quarta edizione si è tenuta a Roma il 5 e 6 ottobre) di cui rappresenta la controparte multimediale, divulgativa e permanente. L’inaugurazione di Pavia è infatti il primo atto di un’iniziativa pensata per andare oltre le mura dell’ateneo: nelle settimane successive sarà diffuso un link pubblico che aprirà il museo virtuale a chiunque, in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo, per rilanciare un obiettivo semplice quanto ambizioso: portare l’innovazione sanitaria nel quotidiano, abbattendo le barriere di distanza, di costo e di accesso che ancora separano molti dalla conoscenza della propria salute.