‘Ricordati di non dimenticare. Memorie di un giornalista senza memoria. Una vita di storie, parole, facce e persone’ è il nuovo libro, edito da Absolutely Free, del giornalista di Avvenire Alberto Caprotti. Il volume, di 170 pagine, è il racconto dei 40 anni di storia professionale dell’inviato del quotidiano cattolico. Un’occasione per voltarsi e vedere il percorso fin qui compiuto. Caprotti lo fa attraverso le sue vicende, scritte e conservate. Lui c’era, le ha seguite da vicino. Oggi le ripropone. “Non ho memoria – confessa – almeno ne ho sempre avuta poca. E questo è un problema, perché ricordare aiuta sempre nella vita, specie se vuoi raccontare. Così mi arrampico sulle parole, battute su una tastiera però, che per me è più facile”.

Il libro di Alberto Caprotti
C’è la voglia di mettere il punto su una carriera composta da mille cose fatte, fortunata nella misura in cui non è dato ai giornalisti di oggi, di sognarne di simili. Un certo giornalismo – si dice – ormai è morto, gli editori non lo consentono più, ma a qualcuno è data la possibilità di proseguire. Sono pochi, saranno gli ultimi, e Caprotti è tra questi.
Nato a Milano nel 1964, Alberto Caprotti, giornalista professionista, lavora da sempre al quotidiano Avvenire, dove è stato responsabile della redazione sport dal 1995 al 2015. Oggi ricopre l’incarico di inviato speciale per la redazione Economia. È anche responsabile delle pagine Motori. Questo è il suo quarto libro dopo ‘Giochi d’amore’, ‘Diario dal coprifuoco’ e ‘D’istinti e d’istanti’.