Manifattura lombarda, crescita anche nel secondo trimestre: export e fatturato trainano il sistema

La manifattura lombarda conferma la propria solidità anche nel secondo trimestre del 2026, nonostante le tensioni dello scenario internazionale. La produzione cresce dello 0,1% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre accelerano fatturato (+1,4%) e ordinativi, in aumento del 2,5% sui mercati esteri e dello 0,5% su quello interno.

È quanto emerge dai dati congiunturali presentati oggi alla Camera di Commercio di Brescia, dove ha preso il via anche un nuovo ciclo di conferenze stampa itineranti che porterà nei prossimi mesi l’analisi dell’economia lombarda direttamente nei territori.

Segnali positivi arrivano anche dall’artigianato, con la produzione in crescita dello 0,5%, il fatturato dello 0,7% e gli ordini interni dello 0,5%. Particolarmente significativo il dato dell’export, che registra un aumento degli ordinativi dell’1,4%.

Su base annua, la produzione cresce del 2,1% nell’industria e del 2% nell’artigianato, mentre il fatturato segna rispettivamente +4,4% e +2,5%. L’estero continua a rappresentare un elemento strategico per la manifattura: la quota di fatturato industriale realizzata oltreconfine sale al 39,3%, sui massimi storici. In recupero anche la domanda interna, con gli ordinativi in aumento del 2,8% nell’industria e dell’1,1% nell’artigianato.

«La manifattura lombarda continua a crescere non perché siano venuti meno i fattori di incertezza, ma perché negli ultimi anni ha rafforzato la propria capacità di competere», ha sottolineato il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio, evidenziando il ruolo della qualità delle imprese, delle filiere e dell’apertura ai mercati internazionali.

Le aspettative degli imprenditori migliorano e tornano positive per produzione, fatturato, domanda estera e occupazione. Anche sulla domanda interna il saldo negativo si riduce sensibilmente, passando dal -9,5% al -2,5%.

Non mancano tuttavia i fattori di preoccupazione. I prezzi delle materie prime sono aumentati nel trimestre del 4,5% per l’industria e del 6,4% per l’artigianato, gli incrementi più elevati degli ultimi due anni. «A tenere a galla le imprese lombarde sono export e fatturato», ha osservato il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini, richiamando le pressioni legate ai costi, alla situazione geopolitica, all’energia e al credito.

Positivo anche il quadro occupazionale: nell’industria gli ingressi superano le uscite, con un saldo del +0,3%, mentre nell’artigianato si registra sostanziale equilibrio. Contenuto il ricorso alla Cassa integrazione.

La crescita coinvolge la maggior parte dei comparti. Nell’industria spiccano mezzi di trasporto (+5,5%), pelli-calzature (+3,3%), chimica (+3%), alimentare (+2,8%) e meccanica (+2,4%). Nell’artigianato le performance migliori riguardano minerali non metalliferi (+6,7%) e tessile (+5,6%). In calo, invece, siderurgia, legno-mobilio e abbigliamento nell’industria, mentre nell’artigianato arretra soprattutto la siderurgia (-6,3%).

Per l’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi, «la forza della Lombardia è nei suoi territori e nelle imprese che li rappresentano». L’obiettivo, ha spiegato, è continuare a sostenere competitività, investimenti e capacità di innovazione, raccontando la crescita economica regionale direttamente attraverso le imprese e le filiere che la rendono possibile.

Sul fronte dell’artigianato, la presidente di Cna Lombardia Eleonora Rigotti ha sottolineato la necessità di sostenere gli investimenti nella transizione digitale ed ecologica e di facilitare l’accesso al credito, in un contesto nel quale «pesa, tanto, il costo delle materie prime».

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