A nord di Milano, nel quartiere Turro, c’è una struttura ospedaliera che risale al 1910.
Lì venivano ricoverati i pazienti con deficit psichici, a 16 anni era capitato anche alla poetessa milanese Alda Merini che soffriva di disturbo bipolare
Dopo alterne vicende, nel 1988 ,il complesso,costituito da nove palazzine circondate da giardini, è passato di mano, lo ha rilevato il San Raffaele di Milano che ha insediato alcune specialità come il Dipartimento di Scienze Neuropsichiche (disturbi dell’umore, psicotici, alimentari, disturbi del sonno) e come la Clinica per le malattie infettive, diretta dalla Professoressa Antonella Castagna.
– Professoressa anche voi,come altri presidi, avete rilevato un preoccupante incremento dei casi di morbillo?
“Si le segnalazioni del Ministero della Salute parlano di quasi 400 casi nei primi quattro mesi del 2024, non necessariamente ricoverati. Quindi sì, è un fenomeno in aumento ed è un fenomeno che deve essere corretto, perché è correggibile”.
La prof. Antonella Castagna nel suo studio
– In che modo?
“C’è stato sicuramente un calo nella sensibilità alla vaccinazione soprattutto in alcune zone come Lazio, Emilia Romagna, Sicilia, Toscana dove,verosimilmente, non si è mantenuta una copertura immunitaria sufficiente.
Oggi lo strumento per difenderci l’abbiamo ed è il vaccino – un vaccino vivente attenuato – che dà una protezione in oltre il 95 per cento dei casi“.
– In quali età colpisce il morbillo?
“Essenzialmente in due fasce d’età: la primissima infanzia e poi nell’adulto. Ricordo che il virus del morbillo si trasmette, esclusivamente, da uomo a uomo e che nella stragrande maggioranza dei casi si risolve da solo. C’è però una percentuale, sia pur modesta, parliamo del 6 per cento, in cui possono svilupparsi complicanze, anche gravi, tipo polmoniti, congiuntiviti, otiti e, in un caso su mille, anche encefalite morbillosa“.
Clinica San Raffaele-Turro
-Nella Clinica da lei diretta fate ricerca e cura, in particolare nei confronti di HIV e cioè dell’Aids e nei confronti dell’ Epatite. Ci sono sviluppi in questi due settori?
“Rispetto ad HIV direi che lo scenario è molto piu roseo di un tempo, abbiamo farmaci che tengono a bada l’infezione, se questi farmaci vengono presi regolarmente il virus non circola nel sangue dei pazienti e di conseguenza non vi è rischio di trasmissione dell’infezione per via sessuale”.
– E il passo decisivo nella conquista del vaccino?
“La ricerca del vaccino non si è fermata anche se non ha ancora fatto gol. Per ora abbiamo rafforzato la prevenzione sia con la profilassi farmacologica sia con lo studio di strategie vaccinali che permettano lo sviluppo di anticorpi neutralizzanti contro il virus”.
– E sul fronte epatiti?
“Io dico sempre ai miei collaboratori che abbiamo vissuto periodi di grande sconforto ma anche periodi di grande successi. In quest’ultimo quadro si colloca la quasi completa eliminazione dell’epatite C grazie ai farmaci ad azione antivirale diretta. Stiamo lavorando anche su epatite B e Delta. Anche in questo campo i vaccini ci aiutano nella prevenzione dell’epatite A e B quindi queste due patologie sono prevenibii”.
– Uno dei vostri campi d’azione riguarda le malattie tropicali, cosa c’è da tenere sotto osservazione?
Clinica San Raffaele-Turro
“Certamente la dengue, malattia trasmessa da due tipi di zanzara : aedes aegypti e aedes albopictus , in questo momento in Brasile c’è una epidemia di dengue e anche in Italia sono stati segnalati molti casi tra i viaggiatori di ritorno.
Ad oggi non esiste una terapia antivirale contro dengue ma abbiamo già un vaccino e a breve ne avremo un altro di più semplice somministrazione”.
-Abbiamo parlato molto di vaccini Lei pensa che si possa superare l’onda di rigetto che è venuta avanti dopo il Covid?
“Io penso che occorre avere pazienza, aspettare che venga elaborato il lutto che ha colpito molte famiglie, non aggredire chi si è formato convincimenti anti vaccino, ma avere fiducia nel recupero di una ragionevolezza che sappia leggere i dati certi : i benefici dei vaccini superano di gran lunga i danni pur drammatici che possono colpire un numero esiguo di persone“.