Solidarietà ed emozioni nella serata dedicata al Centro Esofago del San Raffaele di Milano

Cosa vuol dire poter vivere una seconda vita?
Massimo, Giovanni, Gianmatteo, Edoarda lo hanno raccontato, in modo sereno ma pieno di emozioni, ieri sera durante  “A  night for Heroes“  organizzata dal Centro Esofago del San Raffaele.
Loro sono pazienti che sono letteralmente rinati  grazie alle cure del gruppo capitanato dal professor Riccardo Rosati, un gruppo consolidato e affiatato composto da diverse specialità in modo tale che  la presa in carico del paziente sia totale, non solo individuando la terapia migliore ma curandone anche gli aspetti psicologici.

Da siinistra Rosati, Gianmatteo ed Elmore

La vita è fatta di attimi – dice Gianmatteo- il fatto è che non si capisce fino in fondo quanto valgano quegli attimi. Io non scorderò mai il primo caffè bevuto in ospedale, dopo aver tolto il sondino naso- gastrico, insieme all’amico chirurgo Ugo Elmore”.
Fanno riflettere questi racconti e fanno crescere la voglia di partecipare alla gara di solidarietà che la serata di ieri si prefiggeva per  raccogliere fondi destinati  alla ricerca di chi  lavora per trovare nuove terapie contro i tumori gastro esofagei.

Dice il professor Rosati : “Oggi la ricerca ha fatto passi da gigante non solo dal punto di vista chirurgico ma anche per nuove soluzioni terapeutiche, dalla chemioterapia alla immunoterapia. Grazie ai fondi che riusciamo a reperire sosteniamo la ricerca ma sappiate  che ogni singola analisi genica costa oltre i duemila euro. Pensate  quanto potremmo fare di più avendo a disposizione qualche  risorsa in più”.
Al dottor Elmore il compito di ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile la serata di ieri, occasione tra l’altro di scoprire i  chiostri della Casa del Cardinal Schuster, dalle aziende che hanno offerto la cena agli artisti che hanno portato musica e humor tra gli ospiti. E poi ancora un ultimo appello:“non smettete di sostenerci – dice Elmore – il vostro aiuto è prezioso, non solo per il contributo economico ma anche per la collaborazione che ci date nel far conoscere l’attività del nostro centro e per la gratitudine che percepiamo e che ci aiuta nell’andare avanti.”

Alessandra Rissotto

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