“Anche i re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente re del mondo” (Salvatore Quasimodo).
Andiamo “a basàa i umitt”. Andiamo a “baciare gli omini”. Si è sempre detto così in Brianza. Retaggio di una tradizione secolare. Ricordo tramandato da generazioni di una delle reliquie più importanti della Cristianità. E rivive anche quest’anno una tra le tradizioni milanesi più antiche e più amate, il corteo dei re Magi, che chiude le celebrazioni per il Natale il 6 gennaio. I tre re, la Banda Civica e personalità civili, religiose, dame e gentiluomini in costume, si ritrovano in piazza Duomo per percorrere, dalle ore 11:30, via Torino fino alle Colonne di San Lorenzo. Qui, alle 12:15, l’incontro dei Magi con Erode e, di seguito, la partenza per la basilica di Sant’Eustorgio, dove offriranno i loro doni alla Sacra Famiglia.

Una secolare devozione che si fonda su un episodio risalente al 4º secolo, secondo cui il vescovo Eustorgio trasportò i resti dei tre re Magi da Costantinopoli a Milano. Le reliquie dei Re si trovano ora in un’urna di bronzo nella Basilica di Sant’Eustorgio, collocata sopra l’altare loro dedicato, e vengono esposte durante la S. Messa delle ore 17:00 del 5 gennaio. La stella a otto punte sulla torre campanaria della basilica richiama proprio la cometa che ha guidato i tre re alla grotta di Betlemme. Secondo un’antica tradizione, i Magi tornarono a Gerusalemme dopo la crocifissione di Cristo e vi morirono martiri. I loro corpi sarebbero poi stati trasferiti da sant’Elena, madre di Costantino, a Costantinopoli, in Santa Sofia. Eustorgio, recatosi a Costantinopoli prima di insediarsi vescovo a Milano, avrebbe poi avuto in dono le reliquie dall’imperatore Costante. Le sacre spoglie sarebbero state trasportate in città in un grande e pesante sarcofago marmoreo trainato da due buoi che, giunti alle porte di Milano, nei pressi di Porta Ticinese, sarebbero crollati esausti. In questo luogo, Eustorgio avrebbe quindi deciso di fondare una basilica. E i corpi vennero quindi deposti in un’arca marmorea. Durante il saccheggio di Milano da parte di Federico Barbarossa, nel 1164, i fedeli, per paura che le sacre reliquie venissero profanate, le nascosero nella vicina chiesa di San Giorgio in Palazzo, entro le mura cittadine. Ma l’arcivescovo Rainald von Dassel, cancelliere imperiale del Barbarossa, scoprì l’inganno, si impossessò dei corpi dei Magi e li fece trasportare a Colonia, dove tuttora si trovano, custodite in un prezioso reliquiario riferito all’orafo Nicola di Verdun. In Sant’Eustorgio rimase invece il grande sarcofago sul cui coperchio sono scolpite una stella e la scritta settecentesca “Sepulcrum trium Magorum”. Nei secoli successivi i milanesi tentarono invano di ottenere la restituzione delle reliquie. Solo nel 1903, grazie all’intervento del cardinal Ferrari, alcuni frammenti dei sacri resti tornarono nella basilica di Sant’Eustorgio. Ed è dal 1336 che si svolge il “corteo storico dei Magi” organizzato dalla parrocchia di Sant’Eustorgio. Arrivato quasi ininterrottamente fino ai nostri giorni, il corteo fu sospeso da san Carlo ai tempi della peste di Milano per gravi e giustificati motivi e fu, in seguito, fatto riprendere da Giovanni Battista Montini arcivescovo di Milano e futuro papa Paolo 6º, e da allora interrotto solo per il Covid.

Presso la Basilica alle 10.30 del 6 gennaio è prevista l’accoglienza ad autorità e invitati; alle 11.30 solenne Pontificale presieduto da monsignor Marco Maria Navoni, prefetto della Biblioteca ambrosiana; alle 12.30 accoglienza al corteo sulla Piazza di Sant’Eustorgio. Alle 17 Santa Messa vespertina presieduta da monsignor Luca Bressan, vicario episcopale, con processione in Basilica delle reliquie dei Magi.
Alessandra Pirri